venerdì 12 settembre 2008

Alitalia, l'altra casta. L'articolo di Rizzo

Raramente ho trovato un articolo così interessante su Alitalia. Divertente, ironico, sfacciato. E' quello che pensano tutti, di una compagnia che è morta e sepolta da anni, ma che da sottoterra continua a ciucciare i risparmi degli italiani...

Riporto il link dell'articolo di Sergio Rizzo:

Articolo di Rizzo sul Corriere: Trucchi e segreti della casta volante

Saranno comunisti, fascisti, catastrofisti, mafiosi, pagati, ma Rizzo e Stella mi fanno sempre un gran ridere (per meglio dire che non piango...)
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mercoledì 10 settembre 2008

Il politico puttaniere, perchè loro sono diversi?

Io mi chiedo sempre che cosa significhi questa frase:
"La legge è uguale per tutti"

Ancora non capisco. Non capisco perchè a questo punto non la modifichino, non la facciano diventare quello che in realtà è:
"La legge è uguale per tutti, ma non per i politici"

L'altro giorno ho letto un articolo della Repubblica:

Squillo per un politico di Fi
bufera a Udine, tre indagati




Ma perchè! Ma perchè loro sono super partes!

Perchè dallo scandalo del servizio delle iene non è mai venuto fuori neanche un nome! Vogliamo I NOMI dei politici che si fanno le canne e sniffano e stanno in parlamento. Voglio sapere se chi mi fa le leggi così assurdamente proibizionistiche, poi si fa delle "righe" di chilometri per tenersi su.

Perchè ora che sono stati pubblicati i nomi di 3 imprenditori che procuravano le puttane a un politico... NON SI DICE CHI CAZZO E' STO POLITICO!
Cioè gli imprenditori gli sbatto nome e cognome su tutto il giornale, e il politico no!

Col cavolo che sono fatti privati! Io lo dovevo votare sto qua! Voglio sapere chi è, per sapere chi devo o non devo votare la prossima legislazione.

Perchè una cosa è un fatto privato, un'altra è uno che mi fa la morale cattolica e poi va a puttane (vi ricordate Mele?). Se io, cattolico, voto chi credo mi rappresenti il mio ideale religioso in parlamento, e poi so che questo fa festini a base di coca e sesso, di certo posso capire che è un bugiardo, un ipocrita, un falso. E smetto di votare lui (o se non posso, almeno smetto di votare il suo partito)

Leggo da altri blog:
Un connubio senza tempo: politica e festini a luci rosse
cioè addirittura si sta cercando di mettere su una certa censura su questi fatti!

Non ho parole...

Veramente, "La legge è uguale per tutti, ma non per i politici"

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martedì 9 settembre 2008

L'acqua in bottiglioni. Perchè in Italia non esiste? Un'altra mafia nostrana.


Parto da questo articolo di Beppe Grillo per parlare di una cosa parallela ma distinta:

Comuni a 5 stelle: Acquanegra

In Italia, non si beve l'acqua del rubinetto, nonostante, in molti casi, sia molto più salutare di quella della bottiglia. E' una cosa incredibile, unica, tipica italiana. Siamo tra i più grandi consumatori di acqua in bottiglia del mondo, nonostante abbiamo un sacco di montagne e siamo stati i primi costruttori di acquedotti del mondo.
Il controsenso assoluto.
Ma il mio obiettivo era far luce su un'altro problema.
In Italia non esistono i bottiglioni d'acqua. Quelli da 5, 10, o 25 litri.
In ogni posto dove sono stato nel mondo, ho sempre trovato al supermercato le tanichette da 5 litri o più, comode, le porti a casa, durano qualche giorno, e poi le butti via. In Messico addirittura è pratica comune comprare le damigiane da 25 litri. Te le portano addirittura a casa pagando un piccolo surplus. E comunque il costo delle stesse è ridicolo (da 0,8 euro a massimo 1,5 euro per un equivalente di 13 bottiglie d'acqua normali!). Paghi il damigianone qualche euro e poi, quando vengono a casa tua a portarti l'acqua, fai il "cambio". Lasci il vecchio e prendi il nuovo. Un sistema semplice e efficace per ridurre a ZERO lo spreco di plastica.
La comodità di avere le damigiane è evidente. Basta fare la spesa dell'acqua solo una volta ogni tanto e non dover andare al supermercato ogni due per tre a comprare le bottiglie.
Il risparmio di plastica (e quindi di soldi per smaltirla oltre che per comprarla) sarebbe immane!
Cercando damigiane, in Italia, mi sono ibattutto nel (credo) unico produttore in Italia: La Nestlè!. Questa si ti vende i bottiglioni, ma unitamente al dispenser super caro e tecnologico.
Il dispenser, in realtà, non serve a niente! Ho visto che queste damigiane possono essere usati anche con dispenser di plastica o delle specie di bilanceri di metallo che aiutano a piegarlo, compraili al supermercato (sempre in Messico) per il modico costo di un paio di euro!
Ora, non sto dicendo che sia colpa della Nestlè. Sto dicendo che è colpa di TUTTE LE PRODUTTRICI DI ACQUA nostrane ed estere, che "probabilmente" si sono messe d'accordo per non introdurre questa possibilità di risparmio agli italiani ignari.
Voglio ricordare che in Italia bere l'acqua della bottiglia, è addirittura pericoloso. Lasciando perdere ai pazzi che ci infilano dentro l'ammoniaca (al quale taglierei gli organi genitali e glieli farei mangiare!), volevo farvi notare dove estraggono l'acqua più venduta in Italia: La Guizza!
Mappa di Scorzè
L'acqua esce da un pozzo IN PIENA PIANURA, a decine di kilometri dalle prime montagne, in una zona ad alta concentrazione di INDUSTRIE e CAMPI COLTIVATI (Con relativi diserbanti). Altri dati specifici non ne ho, ma le storie che si raccontano sono veramente tante, ma non avendone le prove non vorrei sembrare troppo avventato.
E allora fate una prova pratica. Prendete una bottiglia di plastica vuota e una di Guizza. Nella prima metteteci acqua di rubinetto, mentre la seconda apritela e lasciatela con l'acqua Guizza. Non mettete le bottiglie in frigo. Dopo 3 giorni provate ad odorare le due bottiglie. Se svenite dopo aver sentito un olezzo di fogna, salire da una delle due bottiglie, non vi preoccupate, non state sognando... succede a tutti (inutile dire da quale delle due esce l'odore).
E allora, continuerò con la mia assidua ricerca di bottiglioni, appena li trovo in un supermercato ad un prezzo decente lo pubblicherò sul blog, facendo anche pubblicità gratuita.

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venerdì 5 settembre 2008

Palestra a Milano... la mafia del cartello


Non posso chiamarlo altrimenti: cartello delle mafie ginniche. C'è un vero e proprio cartello a Milano per le palestre. Prezzi allineati e soprattutto maniera di trattare i clienti uguale. Sembra incredibile, visto che si dovrebbero battagliare i clienti a colpi di sconti e offerte.

Milano, capitale della moda, tutti vogliono essere in forma, anche ora che la prova costume è stata ormai superata. Ho la brutta idea di volermi iscrivere in palestra, e allora inizio con un giro di chiamate per vedere un po di prezzi e offerte.
Ho l'idea, come credo molti, di farmi un mesetto di prova per poi vedere se vale la pena continuare e se mi trovo bene con la palestra.

Cerco "palestra milano" su internet e sulle pagine gialle e inizio a chiamare le piu vicine a casa, per chiedere almeno il prezzo di un mese di abbonamento.

La risposta è pressochè unanime:
"Non diamo prezzi per telefono, dovrebbe passare di qui, così vede le installazioni".
Già questo mi sta sul cazzo, cosa vuol dire? Sono scarsissimo, un pivellino, che non saprebbe riconoscere uno spinning da una bicicletta. Voglio solo sapere quanto costa per farmi un'idea. Dopo alcune telefonate, ottenendo sempre la stessa risposta mi inizio a muovere fisicamente, andando a vedere di persona "le installazioni" e i prezzi.

Ho subito brutte notizie. La palestra al lato di casa mia fa dei prezzi assurdi per l'abbonamento di un solo mese, mentre scende moltissimo per abbonamenti più lunghi.
1 mese 120 euro!!!
3 mesi 230 euro
1 anno 600 euro...

No comment... è ovvia la volontà della palestra di farti iscrivere un anno. Ma io NON VOGLIO! Voglio solo provare un mese. Chiedo gentilmente se c'è la possibilità di fare un mese di prova e mi rispondono che no, se vogliono mi fanno pagare a entrata VENTI EURO! e posso fare tutte le prove che voglio!
Una follia.
Lascio perdere.

Allora vedo in giro la pubblicità della 20hours.it.
Sembra pieno di sconti, o almeno questo dicono nei cartelloni appesi ovunque.
Telefono e mi dicono testuali parole "Non diamo prezzi per telefono perchè le offerte sono tante e tanto diverse che sarebbe meglio vederci di persona".
Ben speranzoso, penso che quindi 1 mese a pochi soldi me lo facciano anche fare.
Arrivo alle "installazioni" e mi accoglie una ragazza che mi fa passare in un mezzo ufficetto squallido (un tavolo e due sedie in mezzo a un corridoio) e mi inizia ad elencare le mille proposte:
"15 mesi a 900 euro, ma c'è lo sconto e li stiamo facendo a 500 euro".
Ok, rispondo "molto interessante, c'è la possibilità di fare un mese di prova per poi abbonarsi per i 15 mesi?"
Risposta "no, non esistono nè prove nè abbonamenti mensili"
"Allora un trimestrale, non so, qualche lezione di prova"
"No niente, 15 mesi o niente"
Dopo 10 minuti, in cui mi erano anche girati un po i coglioni, mi sono fatto dire il prezzo per un mese "120 euro".
"Ok, ci penserò direttamente per i 15 mesi, dico io, e magari passo domani"
"No, veramente dovrebbe abbonarsi subito, domani non ci saranno più gli stessi prezzi".
COSAAAA???
Cioè io entro in una palestra che NON HO NEANCHE MAI VISTO e sborso 500 euro sull'unghia per abbonarmi per i prossimi 15 mesi?
Ma siete fuori di testa completamente??????
Ovvia la mia risposta "Allora niente, non importa, andremo da un'altra parte".
Girati i tacchi e me ne sono andato.

Incredibilmente, e ci faccio anche un po' di pubblicità gratuita, ho finalmente trovato che ci ha concesso, a me e alla mia ragazza, un mese di prova, prima di potersi abbonare definitivamente.
La palestra in questione è la tonic, sito www.tonicnet.it. I prezzi degli abbonamenti sono un po' più alti, ma devo dire che finalmente un po' di cordialità e di supporto al cliente.

Veramente una pazzia le palestre qui, prezzi troppo simili, maniere forti troppo comuni e un'offerta di tariffe assolutamente identica...

MAH!
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Finalmente un articolo come si deve: la morte celebrale

Volevo riportare questo articolo da Repubblica:
L'ultimo minuto
Quando la vita finisce



Un articolo veramente fatto bene, bello, interessante e coinvolgente scritto da MAURIZIO CROSETTI, che va contro la recente polemica di cui (tanto per cambiare) si è resa protagonista la chiesa, che tenta ogni due per tre di "sfondare" quel portone (tenuto aperto dai nostri politici) tra religione e vita quotidiana, tra leggi ecclesiastiche e leggi costituzionali, insomma, di rendere quello che l'Italia, secondo la costituzione, non è... un paese ufficialmente cattolico... o forse no?

Art. 8 della costituzione:

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.

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