mercoledì 14 ottobre 2009

Bomba in caserma. Perchè vogliamo farci del male?


Sinceramente non volevo neanche commentare il fatto avvenuto lunedì a Milano, quando un libico è entrato in una caserma dei Carabinieri con una bomba per farsi esplodere.

Ma dopo aver letto un articolo del Corriere non posso esimermi dal fare alcune considerazioni.







l'attentato lunedì alla caserma «Santa Barbara» in via Perrucchetti

Bomba in caserma, interrogatorio
per Game. E spunta una foto al Ciak

Il libico era presente ai disordini in cui rimase coinvolta Daniela Santanchè, che manifestava contro il burqa



In questo articolo del Corriere si fa presente che Game era stato fotografato nella preghiera finale del Ramadan, e nel gruppetto di persone che era stato "aggredito" (e non al contrario come raccontano) dalla Santachè che invece racconta di essere stata picchiata.

Posso dire chiaramente che dopo aver visto il video di tale aggressione (che ovviamente nessuna TV ha avuto il coraggio di passare) i dubbi sul fatto che la Rifattona nazionale sia realmente rimasta ferita:



La considerazione che volevo fare è questa.

Sapendo che Game era si un islamico ma, come raccontano nell'articolo del Corriere, non integralista (vestiva all'occidentale e aveva una compagna italiana che aveva già avuto dei figli da un altro marito), pensate che questo tentativo di "attentato" è possibile che sia stato dettato da tanta "pressione", "aggressioni" e "integralismo" che sta mettendo giù duro la politica italiana contro gli islamici? (vedi leggi sul Burqa e siparietto della Danielona).

Io sinceramente inizio a pensare che i detti popolari siano sempre i migliori:
Non svegliare il can che dorme. Non possiamo integrare queste persone di un'altra religione aggredendoli sempre più e cercando di far valere le nostre ragioni con la forza. L'integrazione fa scopa con la civiltà, sia da parte loro che da parte nostra.

Fatte queste considerazioni, condanno comunque fortemente l'attentato compiuto da Game, che non è servito a lui e soprattutto alimenterà in futuro il fuoco delle polemiche e dell'attacco da parte delle istituzioni contro chi la pensa diversa dall'italiano eterosessuale cattolico.
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lunedì 12 ottobre 2009

Questo vuol dire avere le PALLE! Il presidente Calderon liquida la "ENEL" Messicana


Una notizia assolutamente sconvolgente ha movimentato il fine settimana messicano.

Il presidente Calderon, in un comunicato video dato alla nazione, ha dichiarato ingestibile il debito e i costi di LyFC (Luz y Fuerza del Centro), la società statale che si occupa della forniture dell'elettricità a molti stati del centro del paese.

Come ogni buona società stale, i conti di LyFC erano pesantemente in rosso da anni, a causa di inefficenze, problemi tecnici, per corruzione, per furti e per colpa dei sindacati (Testuali parole!) che nel corso degli anni hanno portato a dover finanziare, anno dopo anno, la società con circa 2,1 MILIARDI DI EURO l'anno oltre agli introiti avuti dalle sempre in crescita bollette della luce.

Incredibile la parte del discorso del presidente riguardo al potere del sindacato all'interno dell'azienda:

Además, debido al Contrato Colectivo de Trabajo, casi todas las decisiones tenían que tomarse pidiéndole permiso a la representación sindical, lo cual hacía que esas decisiones, más que obedecer a tus necesidades, o a las necesidades y problemas de los ciudadanos, obedecieran, en muchas ocasiones, a las preocupaciones e intereses del sindicato.

Por ejemplo, el número de trabajadores seguía creciendo desproporcionadamente, no porque lo necesitara el servicio eléctrico, sino porque así lo exigía el Contrato Colectivo de Trabajo. Y estas condiciones no sólo hicieron inviable financieramente al organismo, también afectaron muy gravemente la calidad y la cobertura del servicio de electricidad que se debía prestar.


Traduzione:
Inoltre, dovuto al "contratto collettivo del lavoro", quasi tutte le decisioni aziendali dovevano chiedere il permesso della rappresentanza sindacale, ciò provocava che tali decisioni, invece che obbedire alle vostre esigenze o ai bisogni e ai problemi dei cittadini, obbedissero alle preoccupazioni e agli interessi del sindacato

Ad esempio, il numero dei lavoratori ha continuato a crescere in modo sproporzionato, non perché fosse reso necessario dal servizio elettrico, ma perché così lo esigeva il "Contratto collettivo". Tali condizioni, non solo resero insostenibile finanziariamente tale l'organismo, ma compromisero molto che dovevano essere forniti.

Nel suo intervento inoltre il presidente segnala che il servizio non verrà in nessun modo privatizzato, ma verrà dato da un'altro ente pubblico, presente nel resto del paese il quale non è così "comandato a bacchetta" dai sindacati.

I lavoratori verranno liquidati per un importo di molto superiore a quanto stabilito dalla legge (si parla di due anni e mezzo di stipendio)


L'intervento del presidente è di per se incredibile. Migliaia saranno i lavoratori licenziati. La polizia ha dovuto occupare con la forza gli uffici dell'azienda in varie parti dello stato e ovviamente i lavoratori si stanno lanciando in violente e prolungate proteste con manifestazioni pubbliche di proporzioni mai viste.

Questo significa che la crisi economica ha colpito il paese in modo veramente brutale, che il presidente ha colto la palla al balzo per far fuori uno dei "buchi neri" nei conti messicani (il prossimo sarà Pemex? L'azienda petrolifera nazionale?) e che si apre un autunno pesantissimo con manifestazioni e proteste che probabilmente bloccheranno per lunghi giorni l'intero centro del paese.

Lode al coraggio del presidente. Sinceramente non ricordo a memoria un atto di tale coraggio per poter "rientrare" con i conti pubblici ormai incontrollabili.
Solidarietà a quei lavoratori che hanno sempre dato il massimo e si guadagnavano sul campo quanto in realtà trovavano in busta paga.

Seguirò la faccenda per voi.

Intanto immaginatevi se una cosa del genere fosse stata fatta in Italia, cosa sarebbe successo...

Ahhh, ora ricordo, è già successo con Alitalia... ma da noi le palle non le ha nessuno!



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venerdì 9 ottobre 2009

I torbidi avvocati di Berlusconi. L'articolo de "El Pais"


Oggi un articolo di pura traduzione da El Pais, che attacca in maniera diretta gli avvocati di Berlusconi. Articolo degno di menzione e dallo stile simil-Feltriano:

Los turbios abogados de Il Cavaliere

Gaetano Pecorella defendió a un capo mafioso, Cesare Previti fue condenado por soborno, y Niccolò Ghedini y Piero Longo simpatizaban con el Partido Fascista



Gaetano Pecorella ha difeso un capo mafioso, Cesare Previti è stato condannato per corruzione e Niccolò Ghedini e Piero Longo simpatizzavano con il Partito Fascista.


L'Italia è il paese europeo dove ci sono più avvocati: 210.000 (sono 44.000 in Francia). Un vasto elenco tra cui scegliere: un avvocato ogni 283 persone. Il sogno di molti, il cliente su cui tutti fantasticano (a favore e contro), si chiama Silvio Berlusconi. Secondo il suo amico Bruno Vespa, è stato processato 66 volte ed è sempre stato assolto, così che essere il suo avvocato è meglio che vincere alla lotteria. Ma questa chance porta con se un discreto grado di rischio e stress.

Niccolò Ghedini (Padova, 1959), per esempio. Due metri di ossa, una testa giuridica, un marcato accento veneto. Sono 10 anni che salva l'uomo più ricco d'Italia, meditando e sviluppando leggi ad-personam, chiedendo e ottenendo rinvii. Ha presieduto la commissione Giustizia della Camera, è deputato dal 2001 e sarà ricordato per una frase tecnica detta nel contesto sbagliato. "Non vedo alcuna rilevanza penale", ha detto rispondendo alla domanda sul rapporto di Berlusconi con la prostituta Patrizia D'Addario. "Era solo l'utente finale".

Ghedini è uno dei tre avvocati che hanno difeso il Lodo Alfano dinanzi alla Corte costituzionale. Gli altri due sono il suo maestro e senatore Piero Longo (Veneto, 1944) e il deputato Gaetano Pecorella (Milano, 1948).

Entrambi, Longo e Ghedini, simpatizzarono con l'estrema destra. Longo non ha mai nascosto le sue simpatie, e ha difeso alcuni imputati nel processo andato in scena nel 1975 sulla riorganizzazione del disciolto partito fascista. Nel 1986, ha intrapreso la difesa di un componente della banda Ludwig che commise vari omicidi. In tale processo, debuttò il neo-laureato Ghedini, in quel momento militante del Movimento Sociale Italiano, il partito postfascista.

Pecorella ha una storia diversa, o opposta. Considerata la grande mente giuridica di Forza Italia, il partito fondato nel 1994 da Berlusconi e dal suo amico siciliano Marcello Dell'Utri (condannato per associazione mafiosa in primo grado), ha iniziato la sua carriera politica nel partito Potere Operaio (Poder Obrero), poi è passato al partito socialista di Bettino Craxi. L'anno scorso fu accusato di aiutare Delfo Zorzi ad eludere le accuse per la strage neofascista di Piazza della Loggia a Brescia, che causò otto morti nel 1974.

Ha raggiunto l'apice della sua carriera qualche anno fa, quando, come presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, difese Nunzio Falco, sanguinario capo camorrista dei Casalesi. De Falco è stato condannato all'ergastolo per aver ordinato l'assassinio di Padre Peppino Diana, ucciso nel 1994 da due teppisti nella sagrestia della sua chiesa a Casal del Principe.

Diana era una figura di riferimento nella società campana contro il dominio della mafia. Pochi mesi fa, Pecorella disse che Don Peppino è stato senza dubbio ucciso dalla camorra, aggiungendo però che non dovrebbe essere trasformato in un martire, perché la lotta contro la mafia era solo una delle possibili cause della sua morte come emerse durante il processo. Queste dichiarazioni sono state smentite da Roberto Saviano. Pecorella rettificò quanto detto e chiese scusa.

Il suo cognome, in ogni caso, resterà associato, come quello di Ghedini e Longo, con un corpus legislativo che ha uno scopo finale: che Silvio Berlusconi si sottragga alla giustizia sovvertendo il diritto penale vigente. Quando il precedente governo Berlusconi stava agonizzando, nel febbraio 2006, Pecorella firmò una legge che prevedeva che l'accusa non potesse ricorrere in appello contro le sentenze di proscioglimento. Quando la Corte Costituzionale dichiarò incostituzionale tale legge, Pecorella disse: "È vero, abbiamo fatto le leggi in funzione di determinati processi [...] per consentire a Berlusconi di governare".

I tre moschettieri, in ogni caso, non hanno sostituito, nel cuore di Berlusconi, il leggendario e amato calabrese Cesare Previti, che fu confessore e avvocato del Cavaliere durante quasi 40 anni. La scorsa settimana, un giudice di Milano ha considerato Berlusconi "corresponsabile di corruzione" nel caso del Lodo Mondadori, che nel 1991 assegnò una delle case editrici più grandi in Europa all'attuale primo ministro, togliendola all'ingegnere Carlo De Benedetti. Il giudice ha detto che Berlusconi fece si che Previti e altri due avvocati corrompessero con 1,5 milioni di euro il giudice Vittorio Metta. Previti, Metta e gli altri due sono stati condannati al carcere nel 2007. Berlusconi pagherà un risarcimento danni di 750 milioni di euro. Previti purga la sua condanna in un ufficio buio a Roma, facendo lavoro sociale.


Tale post è una trascrizione diretta dell'articolo de "El pais" che trovate come link al titolo dello stesso.
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mercoledì 7 ottobre 2009

Egitto: dalla Cina si importa l'imene artificiale, ed è polemica. Ma la lega...


Questa notizia che vedo in giro ha dell'incredibile.
Una società cinese, la Gigimo, da qualche tempo ha iniziato a importare in Egitto un oggettino molto utile alle donne nubili di questo paese.

Un Imene artificiale!

L'oggetto in questione costa solo 15 euro, si inserisce nella vagina e, se stimolato, rilascia un liquido verde che simula la perdita di sangue tipica della "prima notte".

Se ci pensate è un'idea geniale. L'Egitto è famoso per la sua intransigenza e tradizionalismo per le leggi islamiche che prevedono tassativamente che la donna deve rimanere vergine fino al matrimonio. Le conseguenze della mancata verginità per la poveretta potrebbero essere terribili.

Ma da un'idea geniale si passa a una reazione politica e religiosa assurda.

Abdul Mouti Bayoumi, "membro" (è giusto chiamarlo così) del Centro di Studi Islamici di Al Azhar, ha lanciato una "fatwa" contro chi importa e utilizza questo oggetto, minacciando la pena di morte per questi soggetti perchè porterebbero alla "corruzione morale" del popolo egiziano. Secondo Bayoumi la verginità di una donna in Egitto è segno di onore e moralità entre l'adulterio (che poi, se non sono sposate, non è neanche adulterio) è uno dei peggiori peccati esistenti.

La reazione politica non si è fatta attendere.

I "fratelli musulmani", partito ultraconservatore che occupa il 20% del parlamento ha attaccato duramente l'esecutivo accusandolo di non fare abbastanza per difendere la conservazione dei valori e della morale.

Ovviamente c'è anche chi difende il prodotto o comunque condanna le leggi musulmane in materia:
non poteva essere che una donna, Nihad Abul Qusman, direttrice del centro egiziando per i diritti delle donne, a criticare questa polemica suscitata dall'oggetto cinese.

E la Lega?
Scusate, ma dopo un articolo così, preso con tutta la serietà del caso, non può distogliermi da una battuta.

La Lega dovrebbe REGALARE quest'oggetto a tutte le donne musulmane in Italia, magari attraverso dei banchetti nelle piazze. Tanto vista la politica anti leggi musulmane che stanno portando avanti e dato che il nostro magnifico Presidente del Consiglio ci insegna che le donne vanno trombate fuori e dentro dal matrimonio (scusate la metafora), questo oggetto risolverà moltissimi problemi.

Si attendono ancora gli occhiali a raggi X per spiare sotto il burka, ordinati personalmente da Calderoli presso una ditta Koreana.
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lunedì 5 ottobre 2009

Governo tecnico in vista?


Ciò che ormai sostenevo da tempo potrebbe diventare realtà a breve.

Ormai i "poteri forti" hanno scavato e scavato sotto i piedi di Berlusconi e l'unica cosa che lo tiene ancora in piedi è il Lodo Alfano che domani sarà (secondo me) affossato dalla Corte Costituzionale.

Ma cosa pensare del dopo-Berlusconi?

Sinceramente mi ero sbilanciato verso un governo tecnico guidato da Draghi. Ora invece rimango dell'idea di un governo tecnico, ma non più guidato da Draghi, ma da 4 leader (in verità sarebbero tre) pronti a formare il famoso "grande centro".

Come riportato oggi dal Pais mi pare che questa sia la soluzione più probabile:
En torno a Rutelli se ha forjado la idea de un Gran Centro alternativo al Pueblo de la Libertad, y se dice que la operación involucraría a Gianfranco Fini, cofundador del partido de Berlusconi; Luca Cordero de Montezemolo (patrón de Fiat) y Pierferdinando Casini, líder de la UDC.


Rutelli ha definitivamente "rotto" con il PD, Casini è sempre stato disponibile a dare via il culo al miglior offerente, Fini manovra (neanche tanto nell'ombra) alle spalle di Berlusconi e Montezemolo ha appena comunicato che lascerà la direzione della Ferrari per dedicarsi alla politica.

E la Lega? Questo è il mio grande cruccio. Un governo senza la lega è secondo me, ora come ora, infattibile, o quasi. Ci vorrebbe davvero una forza inaudita per sbatterli fuori dal governo, visti i numeri che hanno. Ce la faranno i nostri Moschettieri? Speriamo di si!
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